martedì 13 marzo 2018

Gli Scrittori Della Porta Accanto: intervista! (a me...)

L'immagine può contenere: sMSIl Web Magazine Gli scrittori della porta accanto ha pubblicato un'intervista nella Rubrica Caffè letterario.
 
Trovo magnifico il fatto che un gruppo di donne abbia creato un magazine di approfondimento culturale indipendente. 
Grazie per l'intervista, spero di essere stata lucida nelle risposte, ma se non c'erano percentuali da calcolare... dovrei aver risposto correttamente!

Per l'intervista:qui 

mercoledì 14 febbraio 2018

San Valentino - E adesso non ci sei che tu, soltanto tu e sempre tu

Ancora rimbomba in me la frase simbolo che mi porto dietro dalle elementari: 
San Valentino
 è la festa di ogni cretino 
che crede di essere amato 
e invece rimane fregato.

Non ho ricordi memorabili da condividere riguardo a questa festa zuccherina. Quand'ero piccola guardavo con sospetto e invidia le coppie di undicenni che si formavano davanti ai miei occhi. Toccava sempre agli altri, mai a me. Forse non rilasciavo l'ormone del romanticismo.
Adesso l'idea di dover uscire a festeggiare il 14 Febbraio mi sembra
tragica quasi come ricevere

lunedì 15 gennaio 2018

Ma la casa di Totò?

Napoli è una città meravigliosa. Per i vicoli nascosti lontani dal chiasso, per i rumori delle vie, per la musica che sale dalle bancarelle, per il mare, per i profumi, per la pizza e il babà; per i palazzi antichi dal passato affascinante che all'interno svelano tutto il loro incanto, anche decadente, e il loro passato prestigioso. E' una città piena di contraddizioni, ma dal fascino innegabile.

Apro una parente come dettava Totò in Totò, Peppino e la... malafemmina:
passeggiavo per Rione Sanità, un altro luogo affascinante, dove la tradizione si scontra con un presente forse troppo "complicato" da gestire. "Andiamo a vedere la casa di Totò, no? Siamo qui a due passi, non ci sono mai stata" propongo mangiando la pizza** a portafoglio con Matteo e Pino.

lunedì 18 dicembre 2017

Loro. Dal dottore.

Non importa quanto tempo prima arriverai, loro saranno già lì.
Piove, fa freddo, sono le cinque del pomeriggio, quasi buio: per loro è praticamente notte.
Alzo gli occhi e la vedo, lei mi guarda, sono più vicina io al cancello. Scambio di sguardi truci alla spaghetti western. Lei accelera. Ma posso mettermi a gareggiare per il posto dal dottore?

Sì chiaramente e quindi velocizzo il passo.
Io con i  Dr. Martens contro le intemperie e massa di capelli indomita raccolta dentro al cappuccio del parka, ricordo "Revenant". 
Lei con lo stile d'ordinanza:  decolleté, calze velate e capelli con la messa in piega color mostarda
Entro prima di lei.
Sì, lo so... ma lei avrebbe fatto lo stesso se solo io avessi avuto uno scrupolo di coscienza. Basta giusto un piccolo cedimento, loro lo avvertono.
 Quando apro la porta dello studio

mercoledì 13 dicembre 2017

C'è di peggio

Ho rimaneggiato un po' "C'è di peggio", il mio primo romanzo, scritto in un momento di rabbia e agitazione... dopo un periodaccio, dopo la laurea, dopo un lavoro che odiavo e che non mi faceva respirare. Quando tutto sembrava andare male che "peggio di così"...
La laurea non mi aveva aperto nessun portone, nemmeno un cancello per dire. Mi capitò solo qualche stage retribuito pochissimo, dove ero sfruttata tantissimo. Poi il classico lavoro di merda stile generazione mille euro. E quando tutto va a rotoli, il resto può solo peggiorare. Ero incazzata con tutti, con il mondo e con me stessa perché non riuscivo a reagire.
Finalmente la crisi si accorse di me e affilò la sua mannaia: tutti a casa dopo 2 anni e mezzo. Manco il panettone a Natale, perché avremmo lavorato fino al 20 dicembre, e ormai... 
Quell'anno Babbo Natale arrivò in anticipo: contratto non rinnovato! Forse non avrei mai avuto il coraggio di licenziarmi. Di sti tempi chi molla il lavoro se non ci sono alternative?
Tornai a respirare. Cosa mi sarebbe piaciuto fare? Non lo sapevo più.
Iniziai a scrivere,  chissà poi perché.

La trama ristretta di "C'è di peggio" è più o meno questa: 

Vito e Violetta sono legati da una profonda amicizia, studiano entrambi filosofia e sono un po' cinici perché immersi in una società che non sembra dargli futuro. I due amici, alle prese con avventure che di amore romantico hanno ben poco, incontreranno una fanciulla musulmana finita nei guai per colpa di una tradizione che le sta un po' stretta. Un pomeriggio d'estate le loro sorti cambieranno...


Se vi va di leggere l'anteprima dopo tutto sto discorsone ecco qui:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/77883/c-di-peggio-2/?refresh_ce


Ciao ciao, 

Barbara

venerdì 10 novembre 2017

Le faremo sapere (Colloqui&Disagi vari)

Questa volta sarò brevissima, non sono mai stata ad Hollywood e non sono mai stalta molestata da Weinstein, anche perché come attrice sareli stata unlp))p canyylle. Credo di essere più brava a cucinare e lui ho dettopp tgutto. Per dire, il mio piatto forte è il toast col prosciutto cotto, se non si brucia. Questa breve introduzione per riportare la mia piccola esperienza sul "mondo del colloquio e del disagio". Le donne non sono tutte puttane e i maschi non sono tutti approfittatori e maiali, chiaramente. 
A me è successo più o meno tre, quattro volte di provare disagio durante un colloquio. Niente di troppo esplicito, ma non essendo ancora del tutto rincoglionita credo di percepire dal tono di voce o dall'espressione se l'incontro di lavoro prende una piega con qualche sfumatura di grigio di troppo.

lunedì 16 ottobre 2017

Amiche&appunti scarabocchiati

Il 30 luglio (2017), una calda domenica sera,  io e la mia amica Laura (Radio 24) abbiamo raccontato  Le bugie dei bravi ragazzi a Due Carrare (Padova)all'Art&Music Festival.

Abbiamo svelato qualche segreto sul romanzo, risposto a domande e condiviso riflessioni ed emozioni.
 
Eravamo emozionate perchè siamo amiche da sempre ed era dai tempi dell'università che non realizzavamo qualcosa di nostro, solo nostro.
Quando le proposi la serata mi disse subito: